Forte innovazione in Provincia

wp-1456590780807.pngUn passo deciso verso il futuro: ora i dipendenti della Provincia di Varese potranno lavorare e sviluppare progetti anche da casa. Il primo passo concreto per l’introduzione del telelavoro nella pubblica amministrazione locale è stato compiuto con una delibera del Presidente Vincenzi, con la quale è stato approvato il regolamento che fissa le condizioni e le norme del nuovo e innovativo metodo di lavoro.
L’obiettivo è quello di razionalizzare e migliorare, con sistemi innovativi, l’organizzazione del lavoro prodotto dall’Ente, realizzare economie di gestione sfruttando al meglio gli strumenti tecnologici, garantire la qualità dei servizi offerti e il raggiungimento degli obiettivi attraverso l’impiego flessibile delle risorse umane e semplificare le attività e le procedure informatiche. Questa modalità alternativa di gestione del rapporto di lavoro porterà benefici anche ai dipendenti coinvolti, garantendo loro un maggior equilibrio tra vita familiare e lavorativa, la riduzione del pendolarismo con un conseguente risparmio in termini di tempo e costi per gli spostamenti, il recupero dei tempi morti in tempi di lavoro o riposo, la riduzione di stress e di ansia, una maggior autonomia organizzativa e di lavoro e la possibilità di accedere alle attività lavorativa anche alle categorie più deboli.
Non tutte le attività amministrative potranno essere tradotte in pratica attraverso il telelavoro. Il regolamento infatti fissa una serie di paletti riguardo ai progetti, alla loro durata di esecuzione, alle mansioni, all’assegnazione dei posti, alle postazioni, agli orari, ai diritti e agli obblighi.
Insomma la Provincia cambia davvero anche passando dal telelavoro.

Annunci

Ottime scelte per il nuovo Cda dell’Agenzia Formativa

Mechanic holding a wrench at a car garage

Il Presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell’Agenzia formativa, che sarà composto dal Presidente Marina Rossignoli e dai consiglieri Pietro Cetrangolo e Carlo Rampini.
Vincenzi ha selezionato tre profili di assoluto livello in grado affrontare le sfide che coinvolgono tutto il settore della Formazione. Esprimo la mia soddisfazione per queste nomine. Ritengo che Marina Rossignoli abbia tutte le caratteristiche per guidare questa realtà e costruire il nuovo modello di Agenzia Formativa secondo la riforma del settore voluta da Regione Lombardia. La sua storia professionale parla per lei. Reputo quelle dei consiglieri Cetrangolo e Rampini due ottime scelte; sono stimati professionisti, che daranno un contributo importante. Credo infine che sia da sottolineare come l’inserimento nel cda di un sindaco, ovvero di Cetrangolo, sia la conferma della volontà dell’amministrazione Vincenzi di coinvolgere i primi cittadini nelle scelte strategiche dell’Ente.
Ringrazio il precedente cda guidato dal presidente Di Rienzo per il lavoro svolto auguro buon lavoro ai nuovi amministratori, che sono già operativi per l’approvazione del bilancio in attesa che si concretizzi il trasferimento dei fondi  promessi dalla Regione,  e confermo che Provincia di Varese sarà al loro fianco.

Newsletter amministratori, 5 febbraio 2016

newsletter
BANDO REGIONALE CONTRIBUTI PER IMPIANTI SPORTIVI
E‘ stato approvato il bando per l’assegnazione di contributi regionali in conto capitale per la realizzazione e la riqualificazione di impianti sportivi di proprietà pubblica, possono partecipare Province, Comuni, Comunità Montane e Unioni di Comuni.
Le richieste di contributo, potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 di giovedì 25 febbraio 2016 fino alle ore 16:00 di venerdì 25 marzo 2016. Il bando è di tipo comparativo con graduatoria finale, le domande pervenute saranno valutate mediante l’attribuzione di punteggi sulla base di criteri di priorità programmatica e di qualità progettuale.
Il contributo regionale a fondo perduto, nella misura del 50% delle spese ammissibili, potrà essere assegnato:
• a partire da un minimo di euro 50.000,00 (spesa ammissibile minima di euro 100.000,00)
• fino ad un massimo di euro 250.000,00 (spesa ammissibile pari o superiore a euro 500.000,00)
Le domande che saranno inserite in graduatoria potranno altresì ottenere un finanziamento a tasso agevolato da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo per la copertura finanziaria della restante parte del costo del progetto.
Tutte le informazioni dettagliate e la modulistica sul bando la trovate a questo link.

PROROGA BANDO SOSTEGNO A MANIFESTAZIONI E EVENTI SPORTIVI REALIZZATE NEL 2015

E‘ stata prorogata al 10/03/2016 la procedura per la presentazione della domanda di contributo relativa alle manifestazioni sportive che si sono concluse entro il 31/12/2015. ll bando mette a disposizione 550.000,00 euro per eventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale, realizzate in Lombardia nel corso del 2015, anche in connessione con le tematiche Expo 2015.
Soggetti beneficiari di contributi sono i titolari dell’organizzazione degli eventi oggetto di contributo, con sede legale e/o operativa in Lombardia e che, per statuto, perseguano finalità sportive e non lucrative. Il bando si rivolge, in sintesi a: CONI, CIP, Federazioni Sportive Nazionali/ Comitati regionali, Discipline Sportive Associate; Enti di Promozione Sportiva; Associazioni e società sportive dilettantistiche; Comitati organizzatori regolarmente costituiti; Altri soggetti con uno statuto dal quale si evincano le finalità sportive, ricreative e motorie,e non lucrative.
A questo link tutte le informazioni sul bando. 

RISTORNI DEI FRONTALIERI: IL GOVERNO RASSICURA I COMUNI
Mercoledì 3 febbraio presso il Consiglio Regionale si è tenuta l’audizione del dott. Vieri Ceriani, capo delegazione italiano nella delicata trattativa fiscale tra Italia e Svizzera. Nell’occasione come Provincia di Varese abbiamo chiesto all’emissario del Governo garanzie per il futuro dei ristorni dei frontalieri che sono una risorsa fondamentale per i bilanci dei Comuni. La risposta è stata positiva.
Il nuovo trattato tra Italia e Svizzera che entrerà in vigore dal 2019 stabilisce che ai Comuni di frontiera verrà trasferito da Roma una percentuale non inferiore a quella ottenuta oggi ma con un percorso differente. Dal 2019 infatti il 30% del salario di un lavoratore frontaliero sarà tassato direttamente dall’Italia. Spetterà quindi a Roma, grazie a questa imposizione diretta, creare un fondo ad hoc per traferire annualmente ai Comuni la stessa cifra che avrebbero ottenuto secondo le percentuali stabilite dagli accordi del 1974. Per questo motivo èfondamentale che ora il nuovo meccanismo sia inserito direttamente nella legge di ratifica del trattato internazionale italo-svizzero, questo per blindare l’accordo e rendere particolarmente difficile in futuro la modifica del testo. Ad oggi Roma ha confermato questa intenzione e ne siamo felici, come Provincia continueremo però la nostra attività di vigilanza e pressione fino alla ratifica parlamentare.
Il Governo rassicura i Comuni sui ristorni ai frontalieri.

SPESE PER EDILIZIA SCOLASTICA FUORI DAL PATTO DI STABILITA’
A questo link trovate la nota elaborata da Anci sui finanziamenti per l’edilizia scolastica relativi al 2016 e anni seguenti.
Nel documento predisposto dal Dipartimento Istruzione Anci si ricorda che grazie all’articolo 1 comma 713 della Legge di Stabilità, non sono considerate a fini di saldo del Patto di stabilità le spese sostenute dagli enti locali, Comuni, Città metropolitane e Province per gli interventi di edilizia scolastica se effettuati a valere sull’avanzo di amministrazione e su risorse rivenienti dal ricorso al debito.

Il Governo rassicura i Comuni sui ristorni dei frontalieri

comm_alfieri1Ieri in Regione Lombardia ho partecipato alla seduta della Commissione per i rapporti con la Confederazione elvetica che ha visto come relatore Vieri Ceriani, capo delegazione italiano nella trattativa fiscale tra Italia e Svizzera. Come Provincia di Varese abbiamo chiesto all’emissario del Governo garanzie per il futuro dei ristorni dei frontalieri che sono una risorsa fondamentale per i bilanci dei Comuni. La risposta è stata positiva.
Secondo gli accordi del 1974, e ancora oggi in vigore, fatto 1000 lo stipendio lordo di un lavoratore frontaliere 10 va in tasse (calcolando una tassazione media ticinese del 10%). Di questo 10 il 40% viene ristornato da Berna a Roma che lo redistribuisce tra i Comuni di confine per rimborsare in parte i servizi di cui il frontaliere usufruisce in Italia*. Oggi quindi 6 rimane in Svizzera e 4 arriva agli enti locali italiani.
Il nuovo trattato tra Italia e Svizzera che entrerà in vigore dal 2019 stabilisce che ai Comuni di frontiera verrà trasferito da Roma una percentuale non inferiore a quella ottenuta oggi ma con un percorso differente. In che modo? Dal 2019 il salario di un lavoratore frontaliero sarà tassato per il 70% dalla Svizzera, secondo le aliquote cantonali e con un moltiplicatore comunale medio, mentre il restante 30% sarà tassato direttamente dall’Italia. Spetterà quindi a Roma, grazie a questa imposizione diretta, creare un fondo ad hoc per traferire annualmente ai Comuni la stessa cifra che avrebbero ottenuto secondo le percentuali stabilite dagli accordi del 1974.

Nonostante il vecchio sistema dei ristorni fosse contenuto nel testo del trattato internazionale non sempre il percorso di questo fondi è stato lineare. Negli ultimi anni diverse e molto insistenti sono state le richieste di alcuni partiti politici ticinesi di bloccare unilateralmente questa erogazione. Nel 2011 il governo ticinese bloccò per un anno il 50% dei ristorni. Ora invece tutto dipenderà da Roma. Bisogna fidarsi? Il vecchi adagio dice fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Per questo come Provincia di Varese abbiamo chiesto al Governo che il nuovo meccanismo dei ristorni sia inserito direttamente nella legge di ratifica del trattato internazionale italo-svizzero, questo per blindare l’accordo e rendere particolarmente difficile in futuro la modifica del testo. Ad oggi Roma ha confermato questa intenzione e ne siamo felici, continueremo però la nostra attività di vigilanza e pressione fino alla ratifica parlamentare.

*sono annualmente beneficiari diretti quei Comuni che si trovano entro una fascia di 20 km dalla linea di confine dell’Italia e abbiano avuto un numero di lavoratori frontalieri pari o superiore al 4% della popolazione residente. Per i Comuni con una percentuale inferiore al 4% il ristorno verrà corrisposto alla Comunità Montana di appartenenza. Per i Comuni che non fanno parte di Comunità Montana il ristorno viene assegnato alla Provincia di riferimento per il tramite della Regione. Le Province lombarde interessate sono Como, Lecco, Sondrio e Varese. La destinazione è del fondi vincolata: 30% spese correnti e 70% spese investimento.