Formazione professionale pubblica, ecco il piano di rilancio in provincia di Varese

agenbziaLa scorsa settimana il Consiglio provinciale ha approvato il piano di rilancio della Formazione Professionale pubblica in provincia di Varese. E’ un risultato importante per l’amministrazione Vincenzi, che in questi anni ha messo la formazione pubblica e l’istruzione al primo posto tra le sue priorità, nonostante le note difficoltà economiche.
Quando si parla di formazione pubblica in provincia di Varese parliamo di 5 sedi (Varese, Luino, Gallarate, Tradate più il Centro di Formazione Professionale ed Inserimento Lavorativo per persone disabili di Varese), 1290 alunni dei corsi triennali, 386 partecipanti ai corsi di formazione per gli adulti, 201 operatori (149 docenti/educatori, 34 amministrativi, 13 collaboratori scolastici e 5 responsabili di sede).
Questi gli obiettivi della “riforma” varata dal Consiglio provinciale:

Autonomia e stabilità economica. Stiamo costruendo un’agenzia in grado di trovare le proprie risorse sul mercato della formazione (sistema dotale, fondi interprofessionali, fondi europei, corsi autofinanziati). Fino allo scorso esercizio la Provincia copriva il 21% delle spese dell’Agenzia, una quota ridotta al 6,6% già nel 2016 grazie al lavoro del Cda nominato da Vincenzi a inizio 2016. Un bilancio solido e indipendente permette maggiori possibilità di investimenti. Se ne occuperà la Struttura innovazione e sviluppo dell’Agenzia, una delle novità approvate dal Consiglio provinciale.

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Dove e come votare alle primarie del 30 aprile

congress

Domenica 30 aprile si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per scegliere il segretario nazionale.

I candidati sono tre: Michele Emiliano (solo in tre collegi a Milano, in quello di Como e in quello di Sesto/Cinisello), Andrea Orlando e Matteo Renzi.

Io come alle primarie 2012 e al congresso 2013 sosterrò Matteo Renzi, a questo link trovate le mie motivazioni.

Si vota dalle 8 alle 20. Sarà possibile votare anche per chi, domenica 30 aprile, sarà fuori provincia: è necessario registrarsi sul sito entro le 12 di giovedì 27 aprile.

In Lombardia i volontari allestiranno oltre 1.250 seggi. Per trovare il tuo seggio puoi consultare il sito delle primarie: www.primariepd2017.it.
In Provincia di Varese i seggi saranno 90. A questo link trovate il dettaglio Comune per Comune.
Per informazioni più dettagliate sul voto nel tuo comune, contatta il PD della tua provincia. Qui trovi tutti i contatti.

Le informazioni per il voto:
Chi può votare?
I residenti in Italia dai 18 anni in su nella propria città di residenza;
Residenti in Italia fuori sede (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile)
I cittadini italiani dai 16 ai 18 anni (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile)
I cittadini extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile).

schedaCosa serve per votare?
Carta d’identità e contributo di 2 euro.


Come si vota

L’elettrice/elettore esprime il suo voto tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea nazionale.

 

La Provincia di Varese parte civile nel processo sul disavanzo di biancio

SARONNO(VARESE) AULA BUNKER DEL TRIBUNALE LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTINel processo penale in corso al Tribunale di Varese sulla pregressa situazione finanziaria di Villa Recalcati relativa al Bilancio 2012 la Provincia di Varese si è costituita parte civile con l’obiettivo di tutelare fino in fondo l’immagine e l’autorevolezza dell’Ente. Provincia di Varese negli atti chiede il risarcimento del danno patrimoniale stimato in 200 mila euro, pari alla mancata decurtazione sulle indennità percepite dal Presidente e dalla Giunta provinciale in carica a quei tempi e che avrebbe dovuto essere applicata a causa dello sforamento del Patto di stabilità. Inoltre la Provincia chiede anche un risarcimento del danno non patrimoniale causato dalla non veridicità del rendiconto, che ha così compromesso l’attività di pianificazione della spesa, mettendo a rischio il buon andamento dei servizi erogati ai cittadini. Va poi ricordato che per gli ulteriori danni relativi al noto disavanzo è in corso un procedimento avanti la Corte dei conti. Continua a leggere

La forza dei Sindaci

sindaciE’ un risultato molto positivo la convocazione da parte del Governo italiano dell’ambasciatore della Confederazione elvetica per riferire sulla chiusura unilaterale dei tre valichi di frontiera. E’ così stato accolto l’invito dei Sindaci della Comunità Montana del Piambello a reagire alla provocatoria, quanto incomprensibile, decisione svizzera. Un successo dell’azione corale dei primi cittadini e del territorio.
Nella riunione di ieri della Regio Insubrica, alla quale ha partecipato anche la Provincia di Varese, è emerso come nella decisione non siano state preliminarmente coinvolte le forze di polizia ticinesi e italiane, che invece stanno sempre più lavorando in sinergia per il controllo delle frontiere. Cade quindi ogni ipocrisia: la chiusura dei tre valichi è un decisione che ha a che fare più con la propaganda che con la sicurezza. In questo contesto, in cui Sindaci, Comunità Montana, Provincia, Regione e Governo hanno saputo reagire in difesa del territorio è incredibile il comportamento della Lega Nord. È evidente ormai la distanza tra il territorio reale e la Lega di Salvini, succube della Lega dei Ticinesi e prigioniera dei suoi stessi slogan. Lo dimostrano le dichiarazioni dei suoi principali esponenti e i voti contrari alle mozioni presentate in Consiglio provinciale a dicembre e in Consiglio regionale ieri.  Questi atteggiamenti non solo non aiutano il nord ma alla lunga rischiano solo di penalizzarlo.
Da parte nostra, come Provincia di Varese, continueremo a lavorare affinché si intensifichino le positive collaborazioni tra le autorità italiane ed elvetiche sia sui temi della sicurezza sia sui temi del lavoro. In questo quadro di buone relazioni auspichiamo, come ieri ha ben dichiarato la Farnesina, la rimozione di tutti gli ostacoli discriminatori nei confronti dei lavoratori frontalieri, ostacoli che violano gli accordi europei di libera circolazione.