Disservizi Poste. Bertocchi: cittadini e imprese meritano subito servizi adeguati

postiniLe segnalazioni di pesanti ritardi nella consegna della posta che ci sono arrivate in queste giorni, le ultime quelle di Besozzo, Germignaga e Vergiate, destano preoccupazione. Per questo motivo come Provincia oggi abbiamo chiesto una nuova convocazione del Tavolo provinciale con Poste Italiane, affinché vengano fornite tutte le spiegazioni in merito ai disservizi registrati. Grazie all’iniziativa della Provincia di Varese e con l’aiuto di Regione e Prefettura, siamo già riusciti questa primavera a riportare il servizio postale agli standard adeguati, eliminando i disagi per cittadini, imprese e comuni. Tuttavia in queste settimane di agosto il problema si è ripresentato, a quanto pare di nuovo causato da problemi di sostituzione del personale in ferie. Da qui la nostra preoccupazione. Se, infatti, questo tema non viene affrontato in maniera strutturale il rischio concreto è di ritrovarsi con problemi ancora più pesanti durante i mesi invernali e le festività natalizie, quando i numeri delle consegne sono decisamente maggiori. Provincia di Varese su questo fronte è stata sempre in prima linea, poiché consideriamo l’efficienza del servizio postale un elemento utile per la coesione territoriale e fondamentale per il tessuto socio economico. Ogni mancanza di questo servizio va a penalizzare cittadini, imprese e comunità, in modo particolare quelle medio piccole. Per questo ribadiamo il concetto già espresso qualche mese fa ai referenti di Poste Italiane e a tutti gli operatori postali privati: Provincia di Varese non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia finché davvero tutti i Comuni e tutti i cittadini possano godere di un servizio adeguato».

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Referendum o farsa?

20293055_1654304387927340_6106788478873694353_nIl presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato la scorsa settimana il contratto per la fornitura di oltre 24.000 “tablet-vote machine”, che saranno utilizzati nei circa 8.000 seggi il prossimo 22 ottobre in occasione del voto per il referendum consultivo sulle maggiori e particolari forme di autonomia. Un referendum inutile e costoso.
I “tablet-vote machine” e il relativo software sono costati 24 milioni di euro. Saranno forniti dall’impresa vincitrice del bandol’olandese Smartmatic famosa per aver curato le elezioni in molti stati tra i quali Filippine, Uganda, Ecuador, Haiti, Estonia, Bulgaria e soprattutto per la partnership con il democratico Governo venezuelano dal 2004 fino alle elezioni di domenica scorsa a Caracas.
Una volta utilizzati per il voto consultivo i “tablet-vote machine” rimarranno in comodato d’uso alle scuole sedi di seggio, anche se è davvero difficile che una scuola le possa trasformare in strumenti utili dal punto di vista didattico. Sono molto più grandi e pesanti dei normali tablet in commercio e dovranno essere riconvertiti. Le scuole dovranno invece conservarli bene perchè potranno essere nuovamente utilizzati per tutti i prossimi referendum consultivi regionali (non sarà possibili usarli invece per le elezioni comunali o politiche). Dalla nascita della Regione Lombardia la media è di un referendum consultivo regionale ogni 47 anni.
In questi 24 milioni non sono però comprese le spese per le nuove tessere elettorali regionali, per gli scrutatori e per le spese generali che comporta una simile elezione. In tutto altri 25 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti 3,2 milioni di euro per le spese di comunicazione.
La domanda è: referendum o farsa? La risposta nasce sempre più spontanea.

Newsletter, 1 luglio 2017

newsletterDISSERVIZI CONSEGNA CORRISPONDENZA POSTALE
Come sapete Provincia di Varese ha continuato a monitorare in questi mesi il livello e la qualità dei servizi di corrispondenza postale erogati da Poste italiane sul territorio provinciale. Nonostante un generale miglioramento del servizio, riscontrato anche nelle altre province lombarde, nel mese di giugno ci sono ancora pervenute segnalazioni da parte di 11 Comuni (puntualmente segnalate a Regione Lombardia e al tavolo regionale). Nel mese di luglio faremo una nuova mappatura puntuale per ogni Comune, per mantenere sotto controllo la situazione anche durante il periodo estivo e verificare contemporaneamente l’attività dei vettori alternativi a Poste Italiane. Al termine della rilevazione valuteremo l’opportunità di chiedere a Regione e Prefettura la riconvocazione del tavolo provinciale per i disservizi postali.

NUOVA LEGGE PER LA FUSIONE E L’INCORPORAZIONE DEI COMUNI
Martedì 27 giugno il Consiglio Regionale ha approvato la legge “Revisione delle procedure in materia di istituzione di nuovi comuni e di modifica delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali. modifica del titolo II della l.r. n. 29/2006″. Con questa legge cambia significativamente l’iter per i Comuni interessati ad un processo di fusione o incorporazione che dovranno promuovere una fase di consultazione popolare (assemblee, dibattiti, incontri formativi) e dei referendum consultivi comunali prima di chiedere ufficialmente a Regione Lombardia l’istanza di fusione. Questo nuovo percorso, che ha avuto parere positivo anche da parte di ANCI, appare più lineare rispetto a quello precedentemente in vigore ma andrà ovviamente testato “su campo”. Grazie al lavoro del Partito Democratico, in commissione e in aula, è stato sventato il tentativo della Lega Nord di scaricare sui Comuni tutte le spese per lo svolgimento dei referendum consultivi per la fusione (oggi sono giustamente a carico della Regione). La Lombardia rimane comunque l’unica regione italiana a non avere nel suo bilancio contributi a favore dei Comuni che coraggiosamente intraprendono la via della fusione, una scelta ideologica che danneggia ancora una volta quel “territorio” tanto citato nel programmi della Giunta Maroni (per fare un esempio concreto il Governo quest’anno ha trasferito al Comune di Maccagno con Pino e Veddasca 358.607,93 euro come contributo a fondo perduto per la fusione avvenuta nel 2014).

Quando si preferisce il referendum al territorio

roberto-maroni10Regione Lombardia ha da pochi giorni approvato la distribuzione di spazi finanziari ai Comuni applicando quanto previsto dal DPCM n. 21 del 21 febbraio 2017. E’ il così detto “patto regionale verticale”, disciplinato dalla legge n. 220/2010. Dal 1999 tutti i Comuni sono costretti a rispettare rigidi parametri per contribuire a tenere sotto controllo l’indebitamento pubblico. Queste norme, “Patto di stabilità interno” fino al 2015 e “pareggio di bilancio” dal 2016, hanno però come effetto collaterale quello di congelare risorse nei bilanci dei Comuni, bloccando opere e investimenti.

Per questo motivo nasce il “patto regionale verticale”, tramite il quale le regioni possono concedere propri spazi finanziari ai Comuni per consentire di sbloccare le risorse congelate mantenendo però il pareggio di bilancio complessivo regionale.

Fino al 2015 era più semplice per le regioni concedere questi spazi perché, per favorire questa forma di flessibilità, era previsto per le regioni un incentivo consistente in un contributo massimo di complessivi 800 milioni di euro per ciascun anno. A fronte dell’attribuzione alle regioni di questo contributo, queste si impegnavano a cedere, ai comuni e alle province, spazi finanziari. Ad esempio Regione Lombardia nel 2015 mise a disposizione dei Comuni 127.929.447,50 €

Con la fine del “Patto di stabilità” e l’introduzione delle norme per il pareggio di bilancio finiscono anche gli incentivi. La scelta è diventata quindi tutta “politica” e in capo esclusivamente alle Regioni. In Lombardia la Giunta Maroni, pur riempiendosi la bocca di parole come “territorio” e “autonomia” nel 2016 non ha attivato il patto regionale verticale e nel 2017 ha messo a disposizione degli enti locali solo 10 milioni di euro (che diventano 16 grazie agli spazi messi a disposizione da altri Comuni), a fronte di una richiesta pervenuta dai Comuni di ben 110.907.791 €.

Tutto lecito ci mancherebbe, ma sono scelte e chi le ha fatte se ne deve assumere la responsabilità davanti agli elettori. Cento milioni di euro pronti nelle casse dei Comuni lombardi pronti ad essere spesi in opere ed investimenti sul territorio rimarranno bloccati perchè Maroni preferisce spenderne ad esempio cinquanta per un inutile referendum consultivo sull’autonomia.

PS in provincia di Varese solo 7 Comuni sono destinatari di spazi finanziari verticali 2017 corrispondenti al 5,8% del totale messo a disposizione. A questo link trovate l’elenco dei Comuni beneficiari degli spazi.

Newsletter, mercoledì 7 giugno 2017

news maggioPATTO TERRITORIALE REGIONALE, DISTRIBUITI GLI SPAZI FINANZIARI AI COMUNI
Regione Lombardia con Decreto ha approvato la distribuzione di spazi finanziari ai Comuni applicando quanto previsto dal DPCM n. 21 del 21 febbraio 2017. Sono stati messi a disposizione dei Comuni lombardi 10 milioni di euro di spazi finanziari verticali. A questi si sommano i 6.581.866,2 milioni di euro, frutto della maggiore cessione, sul Patto orizzontale, di spazi finanziari rispetto alla richiesta, che sono stati assorbiti da Regione Lombardia e ceduti ai Comuni in termini di spazi verticali procedendo in tal modo a soddisfare ulteriori richieste espresse dal territorio.
Seguendo le priorità individuate dal DPCM n. 21 del 21 febbraio 2017 e dall’Intesa regionale sancita con DGR n. 6350 del 20 marzo 2017 e approvata dal CAL il 21 aprile 2017, sono state esaudite le richieste dei:
• Comuni con meno di 1.000 abitanti e comuni nati da fusione per € 3.919.998,09;
• Comuni che avevano acquisito nel 2016 spazi orizzontali per € 3.319.817;
• Comuni con sentenze esecutive per € 703.614,57;
• Comuni con richieste acquisto immobili per € 450.000;
• Cofinanziamenti metropolitane per € 1.000.000;
• Comuni con progetti esecutivi in essere per € 7.188.436,54.
E’ evidente come non tutti gli spazi verticali richiesti Comuni, ammontanti ad € 111.212.891, sono stati soddisfatti. 

Per quanto riguarda il patto orizzontale 20 Comuni avevano messo a disposizione € 18.504.927,60 mentre 46 Comuni ne hanno richiesti solamente € 11.923.061,40.
A questo link trovate l’elenco dei Comuni beneficiari degli spazi.
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Il futuro delle Province? Dimmi la tua!

lombardiaIl web oggi permette di sperimentare nuovi metodi di partecipazione e di coinvolgimento. Il Partito Democratico della provincia di Varese ha deciso di utilizzare il portale “PDì la tua”, ideato dal partito regionale, per ascoltare e confrontarsi in maniera aperta con iscritti, elettori ed amministratori locali. La prima consultazione indetta riguarda un tema istituzionale che coinvolge direttamente Sindaci, assessori e consiglieri comunali: “Province, quale futuro?”. Cinque domande su competenze, sistema elettorale, numero e aree omogenee per iniziare a costruire in maniera condivisa una proposta di riordino degli enti di “area vasta” che parta dal territorio. Per poter partecipare basta registrarsi sul sito http://pdlatua.it/ e accedere alla consultazione “Province, quale futuro?”, sarà possibile partecipare fino a lunedì 12 giugno. I risultati saranno utili per la discussione sul territorio e saranno consegnati ai parlamentari.

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Strade provinciali e tangenziale di Varese

firmaVenerdì è stato firmato a Villa Recalcati il protocollo d’intesa per il passaggio di 160 chilometri di strade provinciali a Regione e Anas. Un risultato su cui, come Provincia, abbiamo lavorato molto in questi mesi e che, se regione manterrà le promesse e finalizzerà entro l’anno l’accordo finanziario con Anas, ci permetterà di ottimizzare le risorse provinciali per intervenire al meglio sulle altre strade che rimarranno di nostra competenza. A questo link trovate la cartina con le strade coinvolte nell’intesa.

Nella stessa occasione il presidente Maroni ha annunciato che la Tangenziale di Varese diventerà gratuita entro fine 2017, sempre grazie all’accordo con Anas. Da tempo chiediamo la gratuità della tangenziale e questo annuncio ci fa piacere, manca però ogni piano finanziario e la cosa non ci tranquillizza. Il timore che sia un annuncio elettorale e che tutto rimarrà come prima è forte. Sarebbe francamente inaccettabile.

Newsletter amministratori, 8 maggio 2017

newsBANDO REGIONALE EDILIZIA SCOLASTICA: AI COMUNI MENO DELLA META’ DEI FONDI STANZIATI
Nello scorso mese di febbraio, su sollecitazione del gruppo del Partito Democratico, Regione Lombardia aveva aperto il bando per l’edilizia scolastica 2017, finalizzato alla realizzazione di lavori di manutenzione urgente sulle scuole. La cifra a disposizione per l’intera regione era di 9 milioni di euro, certamente esigua rispetto alle necessità manifestate dagli enti locali. Ieri è stata pubblicata la delibera di assegnazione dei fondi e si scope che dei 9 milioni ne sono stati assegnati solo circa 4,5 che hanno esaurito tutte le richieste presentate e dichiarate ammissibili. A questo link trovate la delibera con i 42 Comuni e le 2 Province finanziate. L’assegnazione di una parte così esigua dei fondi stanziati pone davvero molte domande rispetto al lavoro fatto dalla Giunta Regionale. Una tempistica eccessivamente ristretta per le reali possibilità degli uffici di molti Comuni ha reso di fatto impossibile l’assegnazione di quasi 4,5 milioni di euro. Una beffa per tanti enti locali e un errore imperdonabile di Regione Lombardia su un tema così delicato.
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Formazione professionale pubblica, ecco il piano di rilancio in provincia di Varese

agenbziaLa scorsa settimana il Consiglio provinciale ha approvato il piano di rilancio della Formazione Professionale pubblica in provincia di Varese. E’ un risultato importante per l’amministrazione Vincenzi, che in questi anni ha messo la formazione pubblica e l’istruzione al primo posto tra le sue priorità, nonostante le note difficoltà economiche.
Quando si parla di formazione pubblica in provincia di Varese parliamo di 5 sedi (Varese, Luino, Gallarate, Tradate più il Centro di Formazione Professionale ed Inserimento Lavorativo per persone disabili di Varese), 1290 alunni dei corsi triennali, 386 partecipanti ai corsi di formazione per gli adulti, 201 operatori (149 docenti/educatori, 34 amministrativi, 13 collaboratori scolastici e 5 responsabili di sede).
Questi gli obiettivi della “riforma” varata dal Consiglio provinciale:

Autonomia e stabilità economica. Stiamo costruendo un’agenzia in grado di trovare le proprie risorse sul mercato della formazione (sistema dotale, fondi interprofessionali, fondi europei, corsi autofinanziati). Fino allo scorso esercizio la Provincia copriva il 21% delle spese dell’Agenzia, una quota ridotta al 6,6% già nel 2016 grazie al lavoro del Cda nominato da Vincenzi a inizio 2016. Un bilancio solido e indipendente permette maggiori possibilità di investimenti. Se ne occuperà la Struttura innovazione e sviluppo dell’Agenzia, una delle novità approvate dal Consiglio provinciale.

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Dove e come votare alle primarie del 30 aprile

congress

Domenica 30 aprile si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per scegliere il segretario nazionale.

I candidati sono tre: Michele Emiliano (solo in tre collegi a Milano, in quello di Como e in quello di Sesto/Cinisello), Andrea Orlando e Matteo Renzi.

Io come alle primarie 2012 e al congresso 2013 sosterrò Matteo Renzi, a questo link trovate le mie motivazioni.

Si vota dalle 8 alle 20. Sarà possibile votare anche per chi, domenica 30 aprile, sarà fuori provincia: è necessario registrarsi sul sito entro le 12 di giovedì 27 aprile.

In Lombardia i volontari allestiranno oltre 1.250 seggi. Per trovare il tuo seggio puoi consultare il sito delle primarie: www.primariepd2017.it.
In Provincia di Varese i seggi saranno 90. A questo link trovate il dettaglio Comune per Comune.
Per informazioni più dettagliate sul voto nel tuo comune, contatta il PD della tua provincia. Qui trovi tutti i contatti.

Le informazioni per il voto:
Chi può votare?
I residenti in Italia dai 18 anni in su nella propria città di residenza;
Residenti in Italia fuori sede (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile)
I cittadini italiani dai 16 ai 18 anni (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile)
I cittadini extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno (con registrazione al sito entro le 12 di giovedì 27 aprile).

schedaCosa serve per votare?
Carta d’identità e contributo di 2 euro.


Come si vota

L’elettrice/elettore esprime il suo voto tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea nazionale.