Interreg: ecco i progetti della Provincia di Varese

Sono appena scaduti i termini per presentare le candidature a una serie di progetti intereg transfrontalieri. Provincia di Varese non si è lasciata sfuggire questa occasione per valorizzare il proprio territorio. Grazie al confronto e ad una collaborazione concreta con i Comuni, le associazioni, aziende private e ovviamente i partner del Canton Ticino iniziata nel mese di giugno 2016, Provincia di Varese ha presentato nel ruolo di capofila ben tre progetti di cooperazione territoriale. Continua a leggere

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Il Governo rassicura i Comuni sui ristorni dei frontalieri

comm_alfieri1Ieri in Regione Lombardia ho partecipato alla seduta della Commissione per i rapporti con la Confederazione elvetica che ha visto come relatore Vieri Ceriani, capo delegazione italiano nella trattativa fiscale tra Italia e Svizzera. Come Provincia di Varese abbiamo chiesto all’emissario del Governo garanzie per il futuro dei ristorni dei frontalieri che sono una risorsa fondamentale per i bilanci dei Comuni. La risposta è stata positiva.
Secondo gli accordi del 1974, e ancora oggi in vigore, fatto 1000 lo stipendio lordo di un lavoratore frontaliere 10 va in tasse (calcolando una tassazione media ticinese del 10%). Di questo 10 il 40% viene ristornato da Berna a Roma che lo redistribuisce tra i Comuni di confine per rimborsare in parte i servizi di cui il frontaliere usufruisce in Italia*. Oggi quindi 6 rimane in Svizzera e 4 arriva agli enti locali italiani.
Il nuovo trattato tra Italia e Svizzera che entrerà in vigore dal 2019 stabilisce che ai Comuni di frontiera verrà trasferito da Roma una percentuale non inferiore a quella ottenuta oggi ma con un percorso differente. In che modo? Dal 2019 il salario di un lavoratore frontaliero sarà tassato per il 70% dalla Svizzera, secondo le aliquote cantonali e con un moltiplicatore comunale medio, mentre il restante 30% sarà tassato direttamente dall’Italia. Spetterà quindi a Roma, grazie a questa imposizione diretta, creare un fondo ad hoc per traferire annualmente ai Comuni la stessa cifra che avrebbero ottenuto secondo le percentuali stabilite dagli accordi del 1974.

Nonostante il vecchio sistema dei ristorni fosse contenuto nel testo del trattato internazionale non sempre il percorso di questo fondi è stato lineare. Negli ultimi anni diverse e molto insistenti sono state le richieste di alcuni partiti politici ticinesi di bloccare unilateralmente questa erogazione. Nel 2011 il governo ticinese bloccò per un anno il 50% dei ristorni. Ora invece tutto dipenderà da Roma. Bisogna fidarsi? Il vecchi adagio dice fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Per questo come Provincia di Varese abbiamo chiesto al Governo che il nuovo meccanismo dei ristorni sia inserito direttamente nella legge di ratifica del trattato internazionale italo-svizzero, questo per blindare l’accordo e rendere particolarmente difficile in futuro la modifica del testo. Ad oggi Roma ha confermato questa intenzione e ne siamo felici, continueremo però la nostra attività di vigilanza e pressione fino alla ratifica parlamentare.

*sono annualmente beneficiari diretti quei Comuni che si trovano entro una fascia di 20 km dalla linea di confine dell’Italia e abbiano avuto un numero di lavoratori frontalieri pari o superiore al 4% della popolazione residente. Per i Comuni con una percentuale inferiore al 4% il ristorno verrà corrisposto alla Comunità Montana di appartenenza. Per i Comuni che non fanno parte di Comunità Montana il ristorno viene assegnato alla Provincia di riferimento per il tramite della Regione. Le Province lombarde interessate sono Como, Lecco, Sondrio e Varese. La destinazione è del fondi vincolata: 30% spese correnti e 70% spese investimento.

Il negoziato che ci piace

Frontaliers e I Legnanesi insieme. Sono questi i negoziati italo-svizzeri che ci piacciono.