Due conti (salati) sul referendum inutile di Maroni

Due conti su quanto ci costa l’inutile referendum consultivo di Maroni. Uno spreco da oltre 55 milioni di euro. Pazzesco.
Quanto costa questo spreco

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Buco in Provincia: il comunicato della Guardia di Finanza. Avevamo (purtroppo) ragione.

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Questa mattina la Procura di Varese ha reso nota la chiusura delle indagini preliminari sulle irregolarità nei bilanci della Provincia di Varese relative al 2012 (ente allora presieduto dal leghista Dario Galli). Risultano indagate quattro persone, all’epoca dirigenti e membri del collegio dei revisori dei conti dell’ente, ed è stimato un danno erariale quantificabile in oltre 34,8 milioni di euro.
Queste notizie purtroppo non ci sorprendono anzi confermano esattamente quanto da noi scoperto e immediatamente segnalato alla Procura della Repubblica di Varese e alla Corte dei conti subito dopo il nostro insediamento a Villa Recalcati. Questi 35 milioni di euro, sommati al mancato accantonamento di 12 milioni di euro dovuti alla spending review, producono i quasi 50 milioni di disavanzo denunciati da noi lo scorso anno. Stiamo davvero parlando di cifre enormi, mostruose.

La magistratura ora verificherà singolarmente tutte le responsabilità penali e contabili ma è già evidente, e pesa come un macigno, la responsabilità politica della Lega Nord, che si è rivelata incapace di gestire i soldi pubblici dei cittadini. In tutti questi mesi gli esponenti del Carroccio ci hanno accusato di aver inventato tutto e hanno cercato in ogni modo di nascondere. La realtà è che adesso dobbiamo evitare che i cittadini e i Comuni subiscano, più di quanto hanno già subito, gli effetti di questa mala gestione della cosa pubblica e cercare di salvare l’Ente dal fallimento.

Più di ogni mia parola però può il comunicato della Guardia di Finanza di Varese che qui di seguito riporto nella sua versione integrale.

Comunicato del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Varese (a questo link potete scaricare il comunicato nella versione originale: Comunicato stampa del 3 agosto 2016.) Continua a leggere

Lombardia in testa? Si ma nei pedaggi

pedaggioFinalmente abbiamo capito cosa intendeva Roberto Maroni quando in campagna elettorale predicava il suo slogan “La Lombardia in testa”. Da oggi la Lombardia sarà in testa nella classifica dei pedaggi. Ora è ufficiale per spostarsi dal ponte di Vedano all’imbocco dell’autostrada a Gazzada (4,5 km), costerà 1,01 euro. La bellezza di oltre 22 centesimi al chilometro. Più caro addirittura del pedaggio sulla Torino-Aosta-Monte Bianco, finora la tratta più cara d’Italia.

Non contenti anche la A36 entrerà in classifica. Il tratto compreso tra la A8 all’altezza di Cassano Magnano e l’imbocco di Lomazzo della autostrada A9 agli automobilisti costerà più di 3 euro. Questi pedaggi sono un vero e proprio furto per i cittadini della Provincia di Varese. 

Ad oggi Pedemontana rimane scoperta finanziariamente, mancano le garanzie per il suo completamento e per la realizzazione delle opere compensative previste nel progetto iniziale però si chiede il pagamento di pedaggi altissimi cercando di fare cassa sui cittadini varesini e comaschi. Un enorme pasticcio di Maroni, l’ennesimo esempio di mal governo leghista.
Per il Partito Democratico prima vengono i cittadini e poi gli interessi dei gestori, per questo con gli amministratori del territorio siamo pronti ad unirci alla forte protesta messa in campo dai Sindaci della Provincia di Como affinchè Regione Lombardia torni sui suoi passi e eviti questa beffa per tutto il territorio.

Provincia: inizia il cammino verso il risanamento. La Lega Nord vota per il dissesto.

piano rientroIeri in Consiglio Provinciale è stata approvata la delibera propedeutica all’approvazione del bilancio 2015 e al piano di rientro decennale dal disavanzo (a questo link potete scaricare il testo). Maggioranza compatta mentre Forza Italia si è astenuta e la Lega Nord ha incredibilmente votato contro il salvataggio dell’Ente..

A marzo avevamo presentato ai Sindaci e agli organi di stampa lo stato dei conti e la nostra grande preoccupazione per la sorte della Provincia di Varese. Avevamo davanti due strade: o dichiarare il dissesto o costruire un percorso di rientro dal disavanzo con un piano di rientro decennale concordato con la corte dei conti.

La delibera che abbiamo votato ieri in consiglio provinciale afferma la volontà di procedere con il piano di rientro. Questa scelta è stata possibile grazie all’importante lavoro di risanamento che abbiamo portato avanti quotidianamente in questi mesi.

L’azione amministrativa si è principalmente concentrata su:

  • Spending review sulla spesa corrente;
  • rinegoziazione dei mutui;
  • negoziazione con il Governo, dal quale abbiamo ottenuto una non piccola parte del Fondo per le Province che ereditavano difficoltà finanziarie e un importante contributo per l’assistenza scolastica dei disabili. Inoltre il Governo rileverà alcuni immobili di proprietà dell’Ente, occupati finora da alcuni Ministeri.

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Turismo. Dopo vent’anni di annunci è il momento di un bagno di verità.

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Qui di seguito la mia nota pubblicata oggi, sabato 6 giugno da “La Prealpina”, in risposta alle parole dell’Assessore alla promozione turistica del Comune di Varese, Sergio Ghiringhelli.

Quando io andavo ancora alle scuole medie l’Assessore Ghiringhelli, faceva già l’amministratore pubblico e in questi vent’anni il suo partito (Lega Nord), che ha governato il Paese, la Regione, la Provincia e il Comune avrebbe dovuto fare di Varese una piccola Venezia per numero di turisti. Sono invece stati vent’anni di annunci.

Sia chiara una cosa: i risultati che si sono ottenuti nel turismo non sono certo merito della politica, bensì degli operatori del settore che hanno collaborato con Camera di Commercio e ottenuto importanti risultati sul turismo di qualità. Sfatiamo il falso mito che Varese possa vivere del turismo di massa. Compito della politica non è elargire finanziamenti a spot, ma utilizzare bene le risorse pubbliche ancora a disposizione per creare le condizioni affinché gli imprenditori possano svolgere al meglio il loro lavoro. La nostra frontiera è il turismo di qualità accanto al turismo sostenibile.

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Scusate, ma contro chi manifestate?

FB_IMG_1428008049394-650x365Scrivo solo ora su quanto accaduto lo scorso 2 aprile a Varese perché il clima pasquale mi aveva portato a soprassedere. Ma più ci penso e più la vicenda mi sembra clamorosa.

La sera di giovedì santo un centinaio di militanti di Lega Nord e Forza Italia, guidati dai rispettivi capigruppo in Consiglio Provinciale, hanno manifestato contro il degrado di Varese, contro gli episodi di microcriminalità e a favore di una maggiore sicurezza. Il corteo ha preso il via davanti alla Caserma Garibaldi ed è arrivato nella vicina Piazza Repubblica. Due monumenti plastici ed ingombranti al clamoroso fallimento delle amministrazioni cittadine a trazione leghista.

E allora preso dalla curiosità per questa ardita manifestazione sono andato a vedermi alcuni numeri e alcune date che mi frullavano per la testa. La Lega Nord, prima da sola e poi con Forza Italia, amministra il Comune di Varese ininterrottamente dal gennaio 1993 (oltre 22 anni!!),  sempre dal 1993 fino a sei mesi fa i due partiti hanno amministrato la Provincia; dal 1995 amministrano la Regione Lombardia e negli ultimi 20 anni per ben 10 sono stati al Governo del Paese.

Alla luce di ciò mi sarei aspettato piuttosto una manifestazione di scuse, una processione penitenziale, una richiesta di indulgenza per quello che non hanno saputo fare in questi lunghi anni. Certo c’è sempre un Renzi a cui dare le colpe. Il premier ne avrà anche di difetti ma ci vuole proprio una bella faccia tosta ad attribuirgli le colpe del degrado del nostro capoluogo. E quindi la domanda sorge spontanea. Scusate ma contro chi manifestate?

In politica bisogna essere seri, oggi più che mai.  Il rischio è quello di far perdere credibilità a tutti coloro che ancora si impegnano in politica, con passione ed entusiasmo, al di là del partito o della militanza. Ed è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.

Ci vediamo alla Corte dei Conti

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Il gruppo consiliare della Lega Nord ha chiesto le dimissioni del Consigliere provinciale Laura Cavalotti​ perché sta facendo il suo dovere indagando sui conti della Provincia. Non ci intimidiscono questi toni. Andiamo avanti con la schiena dritta per salvare l’Ente, e per rendicontare ai cittadini e ai Comuni come sono stasi spesi i soldi in questi anni. Sarà la Corte dei Conti a dare il verdetto finale, come è giusto che sia. Lì parleranno i numeri e allora vedremo chi dovrà delle scuse. Chi ieri è andato in conferenza stampa a chiedere le dimissioni del consigliere provinciale Cavalotti non ha avuto nemmeno il coraggio di farlo poche ore prima davanti all’Assemblea dei Sindaci della Provincia, riunitasi in un clima costruttivo. Tale richiesta, avanzata tra l’altro da un solo gruppo di minoranza, è incomprensibile, dal momento che Laura sta facendo il suo dovere istituzionale analizzando e valutando i conti.

A nome di tutta la maggioranza in Provincia di Varese voglio esprimere a Laura Cavalotti la nostra gratitudine per il suo lavoro e tutto il nostro sostegno per quanto farà ancora per trovare soluzioni e salvare la situazione economica in cui si trova l’ente. Evito poi di commentare il fatto che la relazione sul bilancio dell’ex ragioniere capo della Provincia, presentata ieri in conferenza stampa dai gruppi di Lega e Forza Italia, sia stata consegnata prima all’ex Commissario straordinario e alla stampa, mentre al Presidente Vincenzi e agli attuali amministratori non è ancora ufficialmente pervenuto nulla, nonostante l’ex ragioniere fosse già stato convocato e sentito da questa amministrazione ben un mese fa.

In questi giorni non facili per la Provincia va ringraziato, non in maniera scontata, tutto il personale dell’Ente che nonostante la situazione continua a dimostrare impegno e senso di responsabilità e appartenenza non comune. Risulta invece incomprensibile l’atteggiamento polemico delle minoranze che altro non fanno che innalzare la tensione in un momento delicato e difficile e dove servirebbe anche il loro senso istituzionale di responsabilità.

Ecco i risultati di chi ci ha preceduto alla guida della Provincia: mancano 50 milioni nel bilancio

Oggi è un brutto giorno per l’ente Provincia di Varese e per tutto il nostro territorio. Dalla relazione del collegio dei Revisori dei conti è emerso che chi ci ha preceduto alla guida dell’ente ha iscritto a bilancio negli ultimi tre anni crediti insussistenti per 29 milioni di euro e non ha accantonato i 22 milioni di euro che per il 2014 la Provincia doveva allo Stato per l’effetto della Spending review. Per un totale di oltre 50 milioni di euro che mettono a repentaglio la sopravvivenza della Provincia e soprattutto i servizi che eroghiamo tutti i giorni ai cittadini e ai Comuni.

Finiscono qui le leggende sull’ente virtuoso a guida leghista. Dopo 21 anni finisce qui la propaganda padana. Ma non riesco proprio ad essere felice. Inizia ora un cammino difficile, non scontato, dobbiamo salvare la Provincia e lo faremo insieme alla Corte dei Conti alla quale abbiamo trasmesso quanto emerso.

Qui di seguito trovate il comunicato stampa odierno del Presidente Gunnar Vincenzi. Non credo servano ulteriori parole.

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COMUNICATO STAMPA. IL PRESIDENTE GUNNAR VINCENZI: “SALVEREMO LA PROVINCIA NONOSTANTE LA GRAVE SITUAZIONE FINANZIARIA CHE ABBIAMO TROVATO” Continua a leggere