Interrail giovani Lombardia

Risultati immagini per interrail giovani lombardiaÈ stata presentata questa mattina dai gruppi di maggioranza in Consiglio provinciale la mozione a sostegno del progetto “Interrail giovani Lombardia”. Il progetto prevede l’istituzione di un pass gratuito che permetta ai giovani tra i 16 e i 29 anni, residenti in Lombardia, di viaggiare gratuitamente per quattro mesi sulla rete del trasporto locale pubblico e di accedere a musei, parchi, mostre, collezioni e ville presenti numerosi nella nostra regione. La mozione è composta da un atto di indirizzo affinché l’Agenzia del trasporto pubblico locale preveda questo progetto nella prossima riorganizzazione del sistema e da una richiesta a Regione Lombardia affinché, tramite Trenord, metta in campo tutti gli atti e le risorse necessarie per far partire questo progetto dall’estate 2018.

A questo link è a disposizione la mozione per gli Amministratori che volessero sostenere il progetto nei propri Consigli comunali.ozione Interrail Comuni
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Referendum o farsa?

20293055_1654304387927340_6106788478873694353_nIl presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato la scorsa settimana il contratto per la fornitura di oltre 24.000 “tablet-vote machine”, che saranno utilizzati nei circa 8.000 seggi il prossimo 22 ottobre in occasione del voto per il referendum consultivo sulle maggiori e particolari forme di autonomia. Un referendum inutile e costoso.
I “tablet-vote machine” e il relativo software sono costati 24 milioni di euro. Saranno forniti dall’impresa vincitrice del bandol’olandese Smartmatic famosa per aver curato le elezioni in molti stati tra i quali Filippine, Uganda, Ecuador, Haiti, Estonia, Bulgaria e soprattutto per la partnership con il democratico Governo venezuelano dal 2004 fino alle elezioni di domenica scorsa a Caracas.
Una volta utilizzati per il voto consultivo i “tablet-vote machine” rimarranno in comodato d’uso alle scuole sedi di seggio, anche se è davvero difficile che una scuola le possa trasformare in strumenti utili dal punto di vista didattico. Sono molto più grandi e pesanti dei normali tablet in commercio e dovranno essere riconvertiti. Le scuole dovranno invece conservarli bene perchè potranno essere nuovamente utilizzati per tutti i prossimi referendum consultivi regionali (non sarà possibili usarli invece per le elezioni comunali o politiche). Dalla nascita della Regione Lombardia la media è di un referendum consultivo regionale ogni 47 anni.
In questi 24 milioni non sono però comprese le spese per le nuove tessere elettorali regionali, per gli scrutatori e per le spese generali che comporta una simile elezione. In tutto altri 25 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti 3,2 milioni di euro per le spese di comunicazione.
La domanda è: referendum o farsa? La risposta nasce sempre più spontanea.

Quando si preferisce il referendum al territorio

roberto-maroni10Regione Lombardia ha da pochi giorni approvato la distribuzione di spazi finanziari ai Comuni applicando quanto previsto dal DPCM n. 21 del 21 febbraio 2017. E’ il così detto “patto regionale verticale”, disciplinato dalla legge n. 220/2010. Dal 1999 tutti i Comuni sono costretti a rispettare rigidi parametri per contribuire a tenere sotto controllo l’indebitamento pubblico. Queste norme, “Patto di stabilità interno” fino al 2015 e “pareggio di bilancio” dal 2016, hanno però come effetto collaterale quello di congelare risorse nei bilanci dei Comuni, bloccando opere e investimenti.

Per questo motivo nasce il “patto regionale verticale”, tramite il quale le regioni possono concedere propri spazi finanziari ai Comuni per consentire di sbloccare le risorse congelate mantenendo però il pareggio di bilancio complessivo regionale.

Fino al 2015 era più semplice per le regioni concedere questi spazi perché, per favorire questa forma di flessibilità, era previsto per le regioni un incentivo consistente in un contributo massimo di complessivi 800 milioni di euro per ciascun anno. A fronte dell’attribuzione alle regioni di questo contributo, queste si impegnavano a cedere, ai comuni e alle province, spazi finanziari. Ad esempio Regione Lombardia nel 2015 mise a disposizione dei Comuni 127.929.447,50 €

Con la fine del “Patto di stabilità” e l’introduzione delle norme per il pareggio di bilancio finiscono anche gli incentivi. La scelta è diventata quindi tutta “politica” e in capo esclusivamente alle Regioni. In Lombardia la Giunta Maroni, pur riempiendosi la bocca di parole come “territorio” e “autonomia” nel 2016 non ha attivato il patto regionale verticale e nel 2017 ha messo a disposizione degli enti locali solo 10 milioni di euro (che diventano 16 grazie agli spazi messi a disposizione da altri Comuni), a fronte di una richiesta pervenuta dai Comuni di ben 110.907.791 €.

Tutto lecito ci mancherebbe, ma sono scelte e chi le ha fatte se ne deve assumere la responsabilità davanti agli elettori. Cento milioni di euro pronti nelle casse dei Comuni lombardi pronti ad essere spesi in opere ed investimenti sul territorio rimarranno bloccati perchè Maroni preferisce spenderne ad esempio cinquanta per un inutile referendum consultivo sull’autonomia.

PS in provincia di Varese solo 7 Comuni sono destinatari di spazi finanziari verticali 2017 corrispondenti al 5,8% del totale messo a disposizione. A questo link trovate l’elenco dei Comuni beneficiari degli spazi.