Notizie dal territorio #2

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Bandi, contributi, finanziamenti
E’ aperto da pochi giorni il Bando Volontariato 2018 che ha l’obiettivo di sostenere quelle organizzazioni di volontariato che attraverso l’attivazione di esperienze di cittadinanza attiva in Lombardia sono in grado di promuovere il protagonismo dei cittadini nella presa in carico dei problemi della comunità.

I Comuni hanno tempo fino a venerdì 20 ottobre per presentare richiesta di contributi per interventi di adeguamento antisismico degli edifici scolastici. Il Governo ha messo a disposizione delle scuole lombarde 1.299.088,21 €. Continua a leggere

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Notizie dal territorio #1

newsletter_BANDI, CONTRIBUTI, FINANZIAMENTI
Sono diversi i bandi e i contributi che scadono nel mese di ottobre. Mercoledì 4 ottobre chiuderanno i termini per chiedere il contributo regionale per la retta degli asili nido (qui trovate tutte le informazioni dettagliate). Gli Enti pubblici che gestiscono squadre antincendio boschive hanno invece tempo fino al 18 ottobre per presentare domanda di contributo sui fondi europei (tutte le info qui). Il 30 ottobre scade il bando per le “Infrastrutture verdi” rivolto ai proprietari di terreni in ambiti di pianura e collina.
Dal 4 ottobre alle ore 12.00 riaprirà lo sportello del bando “Intraprendo” volto a favorire e stimolare l’imprenditorialità in Lombardia, con particolare attenzione alle iniziative intraprese da under 35 anni o da over 50 anni senza lavoro o da imprese caratterizzate da elevata innovatività e contenuto tecnologico. Continua a leggere

Alcuni spunti sul referendum consultivo regionale

Per favorire la discussione e la corretta informazione sull’inutile e costosissimo referendum consultivo regionale vi segnalo due articoli comparsi questa settimana sulla stampa.

Il primo è l’articolo “Referendum sprecone e inconcludente” a firma del consigliere regionale Fabio Pizzul e pubblicato sul settimanale Il Sicomoro.

Il secondo è l’editoriale di Ivan Berni pubblicato martedì su Repubblica “I pericoli (e gli sprechi) del referendum maroniano”:

repubblica

Due conti (salati) sul referendum inutile di Maroni

Due conti su quanto ci costa l’inutile referendum consultivo di Maroni. Uno spreco da oltre 55 milioni di euro. Pazzesco.
Quanto costa questo spreco

Referendum o farsa?

20293055_1654304387927340_6106788478873694353_nIl presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato la scorsa settimana il contratto per la fornitura di oltre 24.000 “tablet-vote machine”, che saranno utilizzati nei circa 8.000 seggi il prossimo 22 ottobre in occasione del voto per il referendum consultivo sulle maggiori e particolari forme di autonomia. Un referendum inutile e costoso.
I “tablet-vote machine” e il relativo software sono costati 24 milioni di euro. Saranno forniti dall’impresa vincitrice del bandol’olandese Smartmatic famosa per aver curato le elezioni in molti stati tra i quali Filippine, Uganda, Ecuador, Haiti, Estonia, Bulgaria e soprattutto per la partnership con il democratico Governo venezuelano dal 2004 fino alle elezioni di domenica scorsa a Caracas.
Una volta utilizzati per il voto consultivo i “tablet-vote machine” rimarranno in comodato d’uso alle scuole sedi di seggio, anche se è davvero difficile che una scuola le possa trasformare in strumenti utili dal punto di vista didattico. Sono molto più grandi e pesanti dei normali tablet in commercio e dovranno essere riconvertiti. Le scuole dovranno invece conservarli bene perchè potranno essere nuovamente utilizzati per tutti i prossimi referendum consultivi regionali (non sarà possibili usarli invece per le elezioni comunali o politiche). Dalla nascita della Regione Lombardia la media è di un referendum consultivo regionale ogni 47 anni.
In questi 24 milioni non sono però comprese le spese per le nuove tessere elettorali regionali, per gli scrutatori e per le spese generali che comporta una simile elezione. In tutto altri 25 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti 3,2 milioni di euro per le spese di comunicazione.
La domanda è: referendum o farsa? La risposta nasce sempre più spontanea.

Quando si preferisce il referendum al territorio

roberto-maroni10Regione Lombardia ha da pochi giorni approvato la distribuzione di spazi finanziari ai Comuni applicando quanto previsto dal DPCM n. 21 del 21 febbraio 2017. E’ il così detto “patto regionale verticale”, disciplinato dalla legge n. 220/2010. Dal 1999 tutti i Comuni sono costretti a rispettare rigidi parametri per contribuire a tenere sotto controllo l’indebitamento pubblico. Queste norme, “Patto di stabilità interno” fino al 2015 e “pareggio di bilancio” dal 2016, hanno però come effetto collaterale quello di congelare risorse nei bilanci dei Comuni, bloccando opere e investimenti.

Per questo motivo nasce il “patto regionale verticale”, tramite il quale le regioni possono concedere propri spazi finanziari ai Comuni per consentire di sbloccare le risorse congelate mantenendo però il pareggio di bilancio complessivo regionale.

Fino al 2015 era più semplice per le regioni concedere questi spazi perché, per favorire questa forma di flessibilità, era previsto per le regioni un incentivo consistente in un contributo massimo di complessivi 800 milioni di euro per ciascun anno. A fronte dell’attribuzione alle regioni di questo contributo, queste si impegnavano a cedere, ai comuni e alle province, spazi finanziari. Ad esempio Regione Lombardia nel 2015 mise a disposizione dei Comuni 127.929.447,50 €

Con la fine del “Patto di stabilità” e l’introduzione delle norme per il pareggio di bilancio finiscono anche gli incentivi. La scelta è diventata quindi tutta “politica” e in capo esclusivamente alle Regioni. In Lombardia la Giunta Maroni, pur riempiendosi la bocca di parole come “territorio” e “autonomia” nel 2016 non ha attivato il patto regionale verticale e nel 2017 ha messo a disposizione degli enti locali solo 10 milioni di euro (che diventano 16 grazie agli spazi messi a disposizione da altri Comuni), a fronte di una richiesta pervenuta dai Comuni di ben 110.907.791 €.

Tutto lecito ci mancherebbe, ma sono scelte e chi le ha fatte se ne deve assumere la responsabilità davanti agli elettori. Cento milioni di euro pronti nelle casse dei Comuni lombardi pronti ad essere spesi in opere ed investimenti sul territorio rimarranno bloccati perchè Maroni preferisce spenderne ad esempio cinquanta per un inutile referendum consultivo sull’autonomia.

PS in provincia di Varese solo 7 Comuni sono destinatari di spazi finanziari verticali 2017 corrispondenti al 5,8% del totale messo a disposizione. A questo link trovate l’elenco dei Comuni beneficiari degli spazi.

Vincenzi assegna le deleghe ai consiglieri provinciali

giuntaIl Presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi, ai sensi dell’articolo 1 della legge 56/2014 e dell’articolo 14 dello Statuto, ha conferito le deleghe ai consiglieri provinciali.
I cittadini con il netto voto di domenica hanno confermato di volere mantenere le Province. Finisce quindi definitivamente la fase transitoria, torniamo a tutti gli effetti ad essere un ente di rango costituzionale al pari delle Regioni e dei Comuni.

Ecco nei dettagli i compiti della squadra di governo:
Marco Magrini, Vicepresidente con delega alle Attività produttive e ai Rapporti con le Istituzioni;
Paolo Bertocchi, Capogruppo “Civici e Democratici”, delega all’Istruzione e alla Formazione professionale;
Davide Tamborini, Capogruppo “Esperienza Civica”, delega alla Viabilità, Protezione civile e Nucleo faunistico, Sicurezza;
Valerio Mariani, delega all’Ambiente, al Territorio e Trasporti e Tpl;
Giuseppe Licata, delega al Bilancio e alle Politiche per il Lavoro;
Cristina Riva, delega alla Cultura, Turismo e Patrimonio;
Carmelo Lauricella, delega all’Inclusione sociale ed Edilizia scolastica;
Luca Paris, delega al Personale e Stazione unica appaltante.
Il presidente Vincenzi seguirà direttamente le deleghe al Servizio idrico integrato, alle Partecipate e allo Sport.
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E quindi le Province?

gunnar

“E quindi le Province?”. E’ la domanda che oggi in molti mi hanno posto. Facciamo il punto. Dopo il voto di ieri le Province rimangono enti di rango costituzionale al pari di Regioni e Comuni. Il loro funzionamento è normato dalla Costituzione e dalla legge 56/2014 (legge “Delrio”). Il presidente Vincenzi e il Consiglio Provinciale rimarranno in carica fino all’ottobre 2018.
Finisce quindi la fase “di transizione”, un finale forse inaspettato ma così hanno deciso gli elettori. Niente abolizione, si ritorna al 2014.

Questa sera ad Angera si discute di Provincia

angeraQuesta sera alle ore 20.45 sarò ad Angera (Sala Consiliare – Piazza Garibaldi, 14) per la serata organizzata dal Partito Democratico dei Laghi, dai Giovani Democratici e dalla lista Angera Democratica, dal titolo: “Nuova Provincia di Varese: come cambia? Quali opportunità per il nostro territorio?”
Insieme al sottoscritto interverrà Renato Ruffini, Docente all’Università LIUC ed Esperto di Riforme Istituzionali. Modera Michele Mancino, vice-direttore di VareseNews, mentre la serata sarà introdotta da Simone Franceschetto, segretario del locale circolo PD.
Sarà l’occasione per illustrare a che punto siamo con il superamento delle vecchie Province voluto dalla legge Delrio e per cominciare a confrontarsi sulle nuove aree vaste che nasceranno dopo l’approvazione della riforma costituzionale attualmente in discussione alle Camere.Se altre amministrazioni o liste volessero organizzare nel proprio Comune iniziative simili, con la presenza dei consiglieri provinciali “Civici e Democratici”, per discutere e approfondire il ruolo del nuovo ente di area vasta me lo segnalino in modo da organizzarci per tempo.

Una settimana intensa. Da a Santa Caterina fino ad un voto clamoroso in Consiglio

Quella appena finita è stata una settimana molto intensa, piena di momenti istituzionali importanti.

Mercoledì mattina, durante il convegno tenutosi a Villa Recalcati è stato presentato il “13° Rapporto sull’immigrazione straniera in provincia di Varese. – Annuario statistico Anno 2013”, rapporto redatto nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, realizzata in collaborazione con ISMU. Il rapporto, davvero molto interessante e con dati significativi è da leggere con attenzione. Lo potete trovare a questo link.

santa cGiovedì mattina insieme al Presidente Vincenzi ed ai tecnici della Provincia ci siamo recati a Leggiuno presso l’eremo di Santa Caterina del Sasso per un sopralluogo a meno di dieci giorni dall’apertura di Expo 2015. Abbiamo voluto verificare sul posto che tutto all’eremo sia pronto nel caso di una straordinaria affluenza di turisti. Per questo motivo abbiamo raggiunto l’accordo con gli Alpini delle sezioni di Varese e Luino per l’assistenza ai visitatori. Positivo anche il colloquio con il custode di Santa Caterina, padre Roberto Comolli, che si è augurato che la nuova Provincia, compatibilmente con la situazione economica, riesca a mettere in campo una programmazione sull’eremo, “un discorso che purtroppo si era interrotto con il presidente Galli”.

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